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La Spezia
LA SPEZIA
La città della Spezia è il capoluogo della riviera ligure di levante, una parte di riviera dolce ed incantevole, che comprende paesaggi estremamente vari, fatti di borghi marini, piccoli ed incastonati nella roccia come diademi di una corona (uniti fra loro da una fitta rete di sentieri percorrendo i quali si scoprono paesaggi mozzafiato) coste frastagliate, aspre, spesso a strapiombo sul mare, luoghi che riportano alla memoria sapori antichi ed autentici, angoli di natura e borghi mantenutisi ancora intatti nel tempo.
La provincia della Spezia (con la sua costa impervia costituita da un susseguirsi continuo di baie, paesini arroccati sul mare ed incastonati nella falesia, una rete fittissima si sentieri che conducono a paesaggi ancora intatti e mozzafiato) racchiude in sé la più alta concentrazione di aree protette e parchi naturali d’Italia, tra i quali:
· Il Parco Nazionale delle Cinque Terre: istituito nel 1999, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità, tutelato dall’ UNESCO. Comprende il territorio che va da Riomaggiore a Monterosso. Un susseguirsi di borghi medioevali incastonati nella falesia a picco sul mare, circondati da una macchia mediterranea d’eccezione.
· L’Area Marina protetta delle Cinque Terre: tratto di mare che va dalla zona di Punta Mesco (Monterosso) fino a Capo Montenegro (Riomaggiore). Si tratta di un luogo incantevole, di una costa sulla qule si alternano falesie a strapiombo sul mare, spiaggette, grotte ed anfratti, baie incantate, il tutto in un mare incontaminato che ospita una popolazione sottomarina tra le più interessanti di tutto il Mediterraneo.
· Il Santuario dei Cetacei: l’Area Marina Protetta delle Cinque terre è stata inserita all’interno del “Santuario dei Cetacei”, poiché è frequentata da numerosi delfini, balenottere e cetacei zifii e capodogli, che si danno appuntamento nel tratto di mare tra Liguria e Provenza (bacino che comprende anche le Cinque Terre) per nutrirsi in vista dell’inverno e riprodursi.
· Il Parco Naturale regionale di Portovenere: istituito nel 2001, comprende il territorio di Portovenere, le sue isole (Palmaria, tino e tinetto) e le aspre ed affascinanti falesie che si spingono fino a Riomaggiore.
La città della Spezia è situata al centro di un golfo naturale chiamato il Golfo dei Poeti, ampia insenatura naturale che dalla cittadina di Lerici si allunga fino a Portovenere, circondata ad arco da verdi e lussureggianti colline, con a fianco Le Cinque Terre, paradiso naturale decantato in tutto il mondo.
La città della Spezia, famosa per la sua cantieristica militare (è base dell’Arsenale Militare), per i suoi numerosi e ricchi Musei e per l’architettura dei suoi palazzi, si può dire che abbia scoperto una sua identità solo a partire dal XIX Secolo, grazie ad eventi che hanno fatto parlare l’Europa ed il Mondo della sua splendida riviera.
Un passo significativo che caratterizzo la città della Spezia arrivò nel 1815, quando il Camillo Benso Conte di Cavour, Ministro del Regno d’Italia, dichiarò La Spezia “Base Militare della Reale Flotta”.
Ma a La Spezia non approdarono solamente i militari, vi giunsero anche, ammaliati dalle sue bellezze e stregati dalle vicine “Portovenere” e “Cinque Terre”, poeti, scrittori, pittori e musicisti famosi, che contribuirono a far diventare il suo golfo una delle mete di villeggiatura più ricercate, incantevoli e decantate di quei tempi.
In onore dei poeti Percy Bysshe Shelley e di George Byron il Golfo della Spezia venne ribattezzato il “Golfo dei Poeti”.
“Le strade sono larghe e le case sono gialle” questa è La Spezia vista da Hemingway, poche parole che ritraggono fedelmente la città, fatta di ampie vie e palazzi, dei quali risalta il calore solare degli intonaci delle facciate, e sembra quasi di vederlo il grande scittore, passeggiare tra le vie della città, con il viso all’insù, ad ammirare i bei palazzi ed a passeggiare tra gli eleganti e lussureggianti giardini che incorniciano il lungomare, nati nei primi decenni dell’Ottocento e fiore all’occhiello della città.
La visita alla città della Spezia rivela piacevolissime sorprese al turista che visita i suoi musei (il Museo Amedeo Lia, il C.A.M.E.C. Centro di Arte Moderna e Contemporanea, il Museo Civico di Giovanni Podenzana, il Museo Diocesano,……….), per chi sale a visitare l’imponente Castello di San Giorgio accuratamente restaurato, per chi vuole passeggiare pigramente per il vivace lungomare, incorniciato da splendidi giardini.
Il lungomare della città di La Spezia (il Molo Italia) è un’estesa zona pedonale delimitata da piante e fiori, sulla quale gli spezzini abitualmente passeggiano, leggono sulle panchine con vista a mare.
Il lungomare corre parallelo al lungo viale denominato “Viale Italia”, fiancheggiato da pini, palme, oleandri, siepi di rose, ecc…
Nello specchio d’acqua antistante il Molo Italia, la prima domenica di Agosto, si svolge il Palio del Golfo, una tradizionale e coloratissima festa del mare, una gara che vede impegnate 13 borgate marinare in una avvincente competizione remiera.
Enogastronomia
La tradizione gastronomica spezzina, fondata al contempo sulla civiltà marinara e sull’esperienza contadina, propone ancora oggi piatti genuini, testimoni di una memoria lontana.
Dall’incontro tra terra e mare nascono le ricette più caratteristiche dell’arte culinaria locale, legate alla tradizione mediterranea ma esaltate da fragranze e profumi impareggiabili.
Il basilico, il rosmarino, il timo, i limoni e l’olio d’oliva sono solo alcune espressioni inconfondibili di questo piccolo Eden dell’Italia dei sapori
Il pregiato olio extravergine d’oliva della Spezia e il pepe nero sono alla base delle maggiori ricette della gastronomia spezzina, come ad esempio la tipicissima mescciüa, una zuppa di legumi e cereali.
Dai forni dei carruggi cittadini, ancora oggi, si diffonde il profumo della farinata, una sfoglia croccante realizzata con farina di ceci e cotta a legna
La focaccia, gli sgabei, i fiori di zucca ripieni e le torte di verdura sono tutte ricette tipiche della cucina ligure in generale e della gastronomia della Spezia in particolare.
La Spezia è nota inoltre per il suo mercato ittico in cui, tutte le mattine, è presente il pescato fresco delle acque locali, tra cui, immancabili, i muscoli e gli altri frutti di mare.
I sapori della terra si ritrovano nei piatti di mare, fondendosi in un trionfo di gusti, come ad esempio nei muscoli ripieni: un impasto saporito racchiuso tra due gusci di cozze.
I piatti di pesce sono numerosi e vedono come protagonisti prevalentemente acciughe, baccalà e muscoli.
È possibile gustarli fritti, ripieni, in bianco, marinati (a scabegio), o conservati sotto sale ed olio.
Lo stoccafisso e le seppie, invece, vengono preparati in umido.
Un cenno particolare deve essere fatto alle frittelle di bianchetti, purtroppo ormai introvabili in quanto la pesca ne è stata limitata.
Il territorio del comune capoluogo è legato alla produzione del vino doc Colli di Luni e del doc Cinque Terre; le uve di Tramonti (frazione di Biassa), fino al momento della crisi provocata dalla filossera (1929), erano le più rinomate del territorio provinciale.
Della frazione di Pitelli famosi sono i ravioli di carne, patate ed erbette.
Ma una delle migliori specialità è costituita senza dubbio dai "muscoli" (le cozze) ripieni: la mitilicoltura, importata in città con l'arrivo delle maestranze meridionali impegnate nella costruzione dell'arsenale militare, ha avuto, fino a pochi decenni fa, gli allevamenti nei quartieri di Fossamastra e Canaletto. A seguito dell'epidemia di colera di Napoli e solo a scopo precauzionale gli allevamenti furono trasferiti a ridosso della diga foranea.
La mescciüa, scritto anche mesc-ciüa o mes-ciüa (con "sc" e "c" disgiunte e la "ü" francese accentata), è un piatto tradizionale della cucina spezzina.
Tipica pietanza della cosiddetta "cucina povera", la mescciüa è una zuppa di legumi e cereali, preventivamente lasciati a mollo in acqua (per almeno 24 ore i fagioli secchi e il grano, per 48 ore i ceci) e successivamente fatti bollire con tempi di cottura differenti. I diversi ingredienti vengono poi uniti in un'unica pietanza, condita con olio extravergine d'oliva e pepe in grani.
Nel dialetto spezzino il termine "mescciüa" significa "mescolanza" e deriva dalla circostanza che la zuppa era tradizionalmente preparata nella zona del porto dai pescatori con ingredienti scelti in maniera del tutto casuale e mescolati tra loro.
La sua origine sembra risalire al XIV secolo nei borghi della costa occidentale del Golfo dei Poeti, ma è molto probabile che il piatto abbia origini arabe.
Altri invece fanno risalire la ricetta a quando, gli scaricatori occasionali del porto della Spezia, venivano pagati in natura a fine giornata, spesso con ciò che "avanzava" dalle operazioni di sbarco e imbarco delle navi. Accadeva spesso, infatti, che si aprissero o si rompessero i sacchi di granaglie o di legumi e così, a fine giornata, i lavoranti si portavano a casa un po' di tutto quello che si era recuperato per farne una zuppa.
La Farinata
Ha radici assai antiche: diverse ricette latine e greche riportano sformati di purea di legumi, cotti in forno. Nel Medioevo il piatto si diffonde a partire dalla zona di Genova.
Una leggenda racconta che sia nato per casualità nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.
Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella.
Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l'oro di Pisa
Lo Sgabeo
Feste, fiere, ricorrenze e manifestazioni popolari
Gli appuntamenti storici per la città sono essenzialmente due: la Fiera di San Giuseppe e la Festa del Mare.
La Fiera di San Giuseppe si tiene ogni anno il 19 marzo, in occasione della festa del Santo patrono della città. La fiera, della durata di 3 giorni, vede partecipare oltre 500 commercianti ambulanti, provenienti da ogni parte d'Italia, che espongono nella zona compresa tra piazza Europa, i giardini pubblici e il lungomare della passeggiata Morin. Tutta la città è coinvolta e sono abitualmente previste varie manifestazioni collegate all'evento. La fiera di S. Giuseppe è inoltre un'occasione per gustare alcuni tipici prodotti come i brigidini, lo zucchero filato, le mele candite e la porchetta.
Un altro appuntamento storico della città è la Festa del mare, che si svolge ogni anno la prima domenica del mese di agosto. Il protocollo della Festa del mare prevede la disputa del Palio del Golfo, la disfida remiera alla quale prendono parte le 13 borgate che si affacciano sul Golfo della Spezia, preceduta, il giorno prima, da una sfilata in maschera a tema per le vie del centro cittadino; l'intera manifestazione si conclude infine la domenica sera con uno spettacolo pirotecnico sulle acque del golfo.
Da alcuni anni si sono affiancate alle manifestazioni più radicate, come quelle appena citate, il "Pop Eye Festival", una rassegna musicale che a visto partecipare molti artisti di livello mondiale (Lou Reed, Patty Smith, Sonic Youth, Afterhours, ecc.) ed il "Cercantico", il mercato di oggetti d'epoca e di antiquariato che si svolge in Piazza Cavour (ovvero Piazza del Mercato) la prima domenica di ogni mese, eccetto i mesi di luglio ed agosto.
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